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Visualizzazione dei post da marzo, 2020

Un padre dell'Europa all'inizio del Medioevo

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Carlo Magno è uno di quei sovrani che hanno lasciato un segno nella storia non solo per l'ampiezza di visione e la capacità di renderla concreta, ma soprattutto per aver trasformato completamente il mondo in cui è vissuto, lasciandolo molto diverso da come lo aveva ereditato.    Di certo, un Regno lungo e prospero aiuta ad attuare importanti cambiamenti e, in effetti, Carlo Magno è stato re dei Franchi ininterrottamente per ben quarantasei anni: infatti, è salito al trono all'età di venticinque anni nel 768 d.C. ed è morto imperatore nell'814 a più di settant'anni. Alla sua morte non c'era quasi più nessuno che ricordasse di aver avuto un altro sovrano.    Ha avuto il titolo di imperatore soltanto negli ultimi quattordici anni della sua vita; come detto, fino a quel momento era stato re dei Franchi, un rex , come si legge nelle fonti latine. A prima vista si potrebbe pensare che tra re e imperatore non vi sia una grande differenza, invece per capire il destino...
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SURREALE  di Luciano Vacca (formatore psico-sociale) Io trovo surreale più che le piazze deserte o le vie senza auto o gli stadi senza tifosi, io trovo surreale, direi straniante, cioè fuori dalla realtà, le proposte di alcuni personaggi del mondo della politica e della economia in questi giorni, cioè proposte che sollecitano una riapertura dell'Italia, di ripartire insomma.  Sicuramente dobbiamo guardare al futuro, ad un possibile futuro, a dopo, quando tutto sarà finito. Ma sarà mai finito? O, invece, dobbiamo pensare a convivere per un lungo periodo con questo virus e come possiamo farlo? E se dobbiamo convivere con il virus senza ammalarci dobbiamo assolutamente cambiare le nostra abitudini, i nostri comportamenti. Mentre, invece, chi fa proposte di ripartire, lo fa con lo spirito che tutto possa tornare ad essere come prima. Come se la mortre di migliaia di persone non sia servita a nulla, non abbia lasciato nessun insegnamento. Stiamo ancora contando i morti, anz...
INVISIBILE di Luciano Vacca (formatore psico-sociale) Invisibile mi fa venire in mente il bianco, il bianco delle mascherine che si usano in questo periodo e che indossiamo tutti. Il volto è coperto, in modo quasi completo, dal bianco e l'espressione del viso non esiste più, anzi ne abbiamo tutti solo una: guardarsi negli occhi preoccupati.  Appunto l'espressione è quella della preoccupazione, che siano occhi blu, neri, verdi, tutti gli occhi hanno la stessa espressione: preoccupazione. Con le mascherine sul volto è come se non ci vedessimo più, siamo diventati invisibili, volgiamo scappare dall'altro il più velocemente possibile. L'altro sarebbe meglio non incontrarlo, l'altro è diventato bianco.  Il bianco è quello che appare negli ospedali e che rende tutto invisibile, una invisibilità di dolore e sofferenza come quella dei pazienti intubati e offesi dal virus. Si offesi, perché questo virus ci squarta e ci offende fin dentro le nostre viscere e non ...

Paura

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PAURA   di Luciano Vacca  ( formatore psico-sociale)   Nel mese di febbraio di questo anno, presso le case popolari di via Giulio Belinzaghi 11 a Milano abbiamo aperto una biblioteca condominiale. Le case sono di proprietà dell’ALER che è un’azienda della Regione Lombardia.    La biblioteca, che abbiamo voluto dedicare ai giudici uccisi dalla mafia Falcone e Borsellino è stata proprio il risultato di una battaglia condotta dai cittadini del nostro quartiere a favore della legalità, ma in fondo la nostra battaglia era con noi stessi, era per sconfiggere la paura della violenza. Una violenza che spesso si manifesta non solo in modo fisico, ma anche e soprattutto psicologico con minacce, sottili intimidazioni, persecuzioni nei confronti di persone anziane e malate.    Nel giro di qualche giorno dall’apertura era diventata un luogo di incontro e di comunicazione basato sulla cultura, sullo scambio di libri. Avevamo già in programma un ...

Milano, inaugurata la nuova biblioteca di condominio Aler in zona Maciac...

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REGOLE di  Luciano Vacca Nuovamente questa parola ci porta a pensare che ci sono alcune regole fondamentali che dovremo sempre, in qualsiasi situazione, rispettare, come appunto, il RISPETTO degli altri, di chi ci sta intorno: a casa, al lavoro, per strada, in metropolitana, nelle aule scolastiche…. il rispetto degli anziani, quello verso nostra madre e nostro padre. Fino ad oggi, le regole fondamentali del buon senso, erano stato completamente dimenticate, non erano più nel nostro orizzonte culturale. Oggi, forse, iniziamo a riflettere. Le regole richiamano al concetto di "limite", di "confine" da non superare per non superare il confine, il limite dell'"altro". E l'"altro" molte volte, anzi direi sempre è DIVERSO da noi, non è uguale a noi, è appunto ALTRO da noi, con il quale delle volte ci completiamo. Il termina "regole" mi fa venire in mente un altro termine come "dovere", anzi credo che i due termine son...