INVISIBILE
di Luciano Vacca (formatore psico-sociale)

Invisibile mi fa venire in mente il bianco, il bianco delle mascherine che si usano in questo periodo e che indossiamo tutti. Il volto è coperto, in modo quasi completo, dal bianco e l'espressione del viso non esiste più, anzi ne abbiamo tutti solo una: guardarsi negli occhi preoccupati. 
Appunto l'espressione è quella della preoccupazione, che siano occhi blu, neri, verdi, tutti gli occhi hanno la stessa espressione: preoccupazione. Con le mascherine sul volto è come se non ci vedessimo più, siamo diventati invisibili, volgiamo scappare dall'altro il più velocemente possibile. L'altro sarebbe meglio non incontrarlo, l'altro è diventato bianco. 
Il bianco è quello che appare negli ospedali e che rende tutto invisibile, una invisibilità di dolore e sofferenza come quella dei pazienti intubati e offesi dal virus. Si offesi, perché questo virus ci squarta e ci offende fin dentro le nostre viscere e non sappiamo combatterlo
E' la morte che si è resa visibile, una morte che nella società industriale e moderna era nascosta, non la facevamo più vedere ai nostri figli. Loro dovevano essere solo felici: una società felice in eterno. Invece non era così. la morte si aggira tra noi e colpisce, squartandoci sui letti degli ospedali.
Tutto si è reso invisibile, solo la morte è visibile!😉

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