Paura
PAURA
di Luciano Vacca (formatore psico-sociale)
Nel mese di febbraio di questo anno, presso le case popolari di via Giulio Belinzaghi 11 a Milano abbiamo aperto una biblioteca condominiale. Le case sono di proprietà dell’ALER che è un’azienda della Regione Lombardia.
La biblioteca, che abbiamo voluto dedicare ai giudici uccisi dalla mafia Falcone e Borsellino è stata proprio il risultato di una battaglia condotta dai cittadini del nostro quartiere a favore della legalità, ma in fondo la nostra battaglia era con noi stessi, era per sconfiggere la paura della violenza. Una violenza che spesso si manifesta non solo in modo fisico, ma anche e soprattutto psicologico con minacce, sottili intimidazioni, persecuzioni nei confronti di persone anziane e malate.
Nel giro di qualche giorno dall’apertura era diventata un luogo di incontro e di comunicazione basato sulla cultura, sullo scambio di libri. Avevamo già in programma un cinemino per i bimbi, corsi di inglese e una presentazione di un libro da parte di un autore che vive in Sicilia.
La nostra biblioteca purtroppo ai tempi del coronavirus l’abbiamo dovuta chiudere ed è tornata la paura, sono tornate giornate grigie con un cielo di piombo. Siamo, appunto, piombati nuovamente nella paura di noi stessi, ci guardiamo con diffidenza, pensiamo che l’altro sia infetto e siamo preoccupati di contaminarci, quando, invece, prima, la contaminazione culturale era una cosa bella la cercavamo. Oggi scrutiamo i nostri vicini sperando che non siano ammalati, un semplice sternuto crea il deserto, osserviamo segnali anomali. Poi le mascherine hanno avuto una fase di metabolizzazione: all’inizio le indossavano solo alcuni, quasi una moda per alcuni, invece poi, gradualmente l’hanno messa tutti o quasi tutti. Chi non la indossa, oggi, sono proprio quelli che nel recente passato cercavano di far paura agli altri a quelli più deboli. In fondo non sono affatto cambiati, il loro intento è sempre lo stesso, quello di far più del coronavirus.
Chi abita in questi luoghi non vive l’esperienza della paura allo stesso modo degli alteri cittadini. La paura da noi è stata ed è sempre dietro l’angolo in agguato e molto spesso ci siamo abituati, ci conviviamo tutti i giorni. C’eravamo inventati la biblioteca, speriamo di riaprirla!

Grande Luciano e collaboratori.
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