10 Maggio 1933, il giorno in cui il nazismo mise al rogo la cultura


10 Maggio 1933, il giorno in cui il nazismo mise al rogo la cultura
di Luciano Vacca

Questa mattina leggendo dei quotidiani mi sono soffermato sul ricordo che facevano di questo giorno nel lontano 1933, quando i nazisti misero al rogo circa 20.000 libri dopo averli selezionati tra quegli autori ritenuti "perversi" tipo Brecht, Mann, Marx, Adorno, Marcuse, Arendt, Weber e tanti altri. 
Estremamente significative furono le parole che il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels pronunciò nel giorno del rogo di Berlino. Quel rogo fu da esempio per altri roghi, in oltre trenta città della Germania: 
"Studenti, uomini e donne tedesche, l'era dell'esagerato intellettualismo ebraico è giunto alla fine. Il trionfo della rivoluzione tedesca ha chiarito quale sia la strada della Germania e il futuro uomo tedesco non sarà un uomo di libri, ma piuttosto un uomo di carattere ed è in tale prospettiva e con tale scopo che vogliamo educarvi. Vogliamo educare i giovani ad avere il coraggio di guardare direttamente gli occhi impietosi della vita. Vogliamo educare i giovani a ripudiare la paura della morte allo scopo di condurli a rispettare la morte. Questa è la missione del giovane e pertanto fate bene, in quest'ora solenne, a gettare nelle fiamme la spazzatura intellettuale del passato. E' un'impresa forte, grande e simbolica, un'impresa che proverà al mondo intero che dalle loro rovine sorgerà vittorioso il padrone di un nuovo spirito".
Per fortuna quei libri, come tutti i libri, non potettero essere eliminati, le parole e le idee hanno proseguito il loro cammino incontrando nuove generazioni di tedeschi ed europei. 

Io stesso, molti di quei libri, sono riuscito a leggerli ed apprendere, con la loro lettura, un sacco di cose.



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