CORPO
CORPO
di Luciano Vacca (formatore psico-sociale)
Quando penso al corpo mi viene il mente il corpo dei marines, o il corpo dei carabinieri.
Mio padre era un carabiniere: mio Dio come era bello mio padre nella sua divisa.
Piango al ricordo del corpo di mio padre su un letto di un ospedale senza vita.
E quando penso a quei tipi di corpi dove c'è uniformità, unicità, bellezza nella forma, anche nella sofferenza del corpo c'è bellezza. Una bellezza malinconica.
Ecco, la bellezza della forma, l'armonia delle parti del corpo.
Ma penso anche al corpo che sta attraversando questo periodo, al mio corpo, un corpo che non si stanca per la fatica e deperisce senza ricaricarsi.
Un corpo che si trasforma, che si adatta, che si abitua ad un epoca nuova, ad un futuro.
Il futuro è QUI e ORA.
Il corpo mio, il corpo dell'altro.
Mi viene in mente il corpo che si ammala. Un corpo che combatte con un virus infame.
Delle volte il corpo stanco soccombe.

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